La danza è manifestazione sapiente dell’intelligenza corporeo-cinestetica di cui parla Howard Gardner.
Nel vasto scenario delle arti coreutiche, segnalo il lavoro di Daniele Ninarello, danzatore e coreografo torinese, riconosciuto a livello internazionale, che «nella sua ricerca artistica integra l’individuale e il collettivo, fa dialogare tra loro libertà, attenzione, sensibilità e responsabilità»: le parole di Mauro Meneghelli – direttore artistico di Gender Bender – riassumono perché ne scrivo in un numero su intelligenze multiple, coscienza e responsabilità.
Le composizioni coreografiche di Ninarello sono sostenute da pratiche di movimento volte a rendere il corpo “vivo”: pronto e attento, aperto e silenzioso, dotato di consapevolezza sensoriale e intuito, capace di vibrare, di farsi muovere e attraversare dall’esperienza del singolo istante. I corpi vivi riescono a incarnare le informazioni provenienti dallo spazio, dalle persone, dalle relazioni; si lasciano contagiare, accolgono stimoli e attivazioni; prendono parte, fisicamente ed empaticamente, a un corpo globale che si trasforma costantemente. Posture e movimento, quindi, esprimono l’intelligenza cinestetica ma anche sociale e sistemica: l’appartenenza a una coscienza condivisa, della quale il pubblico stesso partecipa.
Rintraccio varie eco fra il lavoro di Ninarello e il richiamo di Callegari a tornare al corpo come “atto di resistenza umana e culturale”.
Questo lo possiamo godere, ad esempio, in NOBODY NOBODY NOBODY. It’s ok not to be ok, un emozionante solo che muove dalle “proteste silenziose”, pratiche solitarie e meditative con cui il danzatore, durante i mesi di distanziamento in pandemia, voleva sprigionare ciò che era trattenuto nella pelle e operare una rivoluzione attraverso la propria vulnerabilità. Sulla scena, egli dà vita a un processo aperto e mutevole a ogni replica, che ci commuove mentre vediamo le tracce lasciate sul corpo dalla cultura del controllo, della violenza e dell’offesa.
In Healing Together, invece, quattro interpreti traducono in gesti e suoni ogni pensiero, desiderio e impulso che sorge in loro come risposta all’ambiente. La partitura coreografica viene costruita dall’incontro fisico ed empatico dei corpi, che si sostengono reciprocamente, momento per momento, e generano una danza vulnerabile, liberatoria, rivoluzionaria che raggiunge ed emoziona il pubblico.
Sono d’ispirazione anche le pratiche laboratoriali che Ninarello conduce con comunità di persone danzanti non professioniste.
Le “proteste” sono diventate un workshop, portato nelle scuole con la sociologa Mariella Popolla, a cui hanno partecipato oltre 400 adolescenti; My heart goes boom è stata un’azione collettiva creata con persone che vivono con morbo di Parkinson; Crowded Bodies è esito di un lungo progetto europeo su danza, comunità e genere.
danza
My heart goes boom, 2019-2021
NOBODY NOBODY NOBODY. It’s ok not to be ok, 2020
Crowded Bodies, 2021-2023
Healing Together, 2023
di Codeuomo / Compagnia Daniele Ninarello
Per il calendario di performance e laboratori si può consultare il sito dell’artista
