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Il tempo dell’ascolto in uno sportello scolastico

di Patrizia Renzoni

Il tempo dell’ascolto in uno sportello scolastico

Questa è un’esperienza come tante, nata negli anni ’90 in un istituto di istruzione superiore di Prato, allora di piccole dimensioni e oggi con 2.000 fra studenti e oltre 200 docenti. Si tratta di un C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) di cui al DPR n. 309/1990, con un’evoluzione singolare a partire dal 2018/2019, fino a diventare un punto di riferimento innovativo, aperto a studenti e studentesse, ai genitori, al corpo docente e al personale scolastico. Un prezioso punto di osservazione su come è cambiata, negli anni, la percezione del tempo negli adolescenti.


Nascita e sviluppo del servizio
Il Centro Informazione e Consulenza (CIC) del quale faccio parte come counselor è stato costituito in un Istituto di istruzione superiore di Prato (che oggi conta circa 2.000 fra studenti e studentesse e oltre 200 docenti), a seguito dell’entrata in vigore del DPR 309/1990, con lo scopo di prevenire il disagio giovanile e offrire orientamento. Dopo un inizio un po’ faticoso, la svolta positiva si è registrata poco prima della pandemia – più precisamente a partire dall’anno scolastico 2018/2019 – per consolidarsi successivamente, fino a diventare un punto di riferimento riconosciuto in un luogo accogliente, curato e aperto.

L’originalità dell’esperienza è attestata da un riconoscimento ottenuto nell’a.s. 2019/2020, come istituto capofila di tutte le scuole della Toscana di un progetto rivolto alla prevenzione del disagio, causa dell’abbandono scolastico. La pandemia ha bloccato il finanziamento concesso dalla Regione per le altre scuole, mentre la nostra ha continuato a sperimentare questa modalità. Ne è nata un’équipe multidisciplinare, composta da una pedagogista, una psicologa e da me che – dopo essere stata un’insegnante nello stesso plesso – sono una counselor. Il coordinamento è svolto da una “figura strumentale” interna, anch’essa counselor, e la modalità di lavoro prevede una forte integrazione tra professionisti di formazione diversa, a vantaggio dell’efficacia degli interventi.
Il confronto con la dirigenza e altre figure strumentali presenti nella scuola – quali la referente per il contrasto al bullismo e cyberbullismo e per il supporto BES/DSA – è costante, anche attraverso briefing di condivisione mensili.

Attraverso lo sportello vengono svolti colloqui individuali e di gruppo, oppure interventi nelle singole classi, secondo una procedura di ricevimento delle richieste e di inoltro alle professioniste dell’équipe.

Particolare cura è stata posta al setting, ovvero la stanza dove si svolge la gran parte di attività e che, oltre a essere spaziosa e luminosa, è anche molto accogliente grazie a una scelta attenta dell’arredamento e delle luci.

Oltre lo sportello di ascolto
La funzione di ascolto assorbe molta parte dell’attività del CIC, se si considera un totale di quasi 900 colloqui svolti nell’anno scolastico 2024/2025, dei quali circa 700 con studenti e studentesse, 130 con i genitori e poco meno di 100 con i docenti e le docenti. Gli incontri di gruppo si attestano sui 130, comprensivi di quelli in classe o con i docenti e le docenti, i genitori, studenti e studentesse. La tipologia di disagio affrontato riguarda per circa la metà le abilità didattiche, quindi l’area emotiva, quella relazionale, le problematiche riguardanti il bullismo e l’area cognitiva.

Ma il CIC non si ferma ai colloqui. Il gruppo di lavoro segue infatti anche la formazione di studenti e studentesse impegnati in due progetti:
– “Tutor-accoglienza”, che coinvolge le classi dalla terza in su, con l’obiettivo di promuovere buone pratiche comunicative verso coloro che transitano dalle scuole secondarie di primo grado. Gli studenti e le studentesse si autocandidano al ruolo di tutor fin dalla seconda classe e, se ritenuti idonei, sono chiamati a svolgere un ruolo molto vicino a quello di “fratello o sorella maggiore”.
La formazione, somministrata nelle forme più adeguate alle età coinvolte, ha lo scopo di fornire le basi delle tecniche di ascolto e accoglienza ma, nello stesso tempo, di stabilire i confini degli interventi, che non dovranno prevedere soluzioni, né assunzioni di responsabilità, che restano di competenza degli adulti.

– “Peer education – Cittadini della salute” è l’altro progetto che vede impegnati studenti e studentesse, attivo da tempo e promosso dal personale dell’Azienda Sanitaria. Lo scopo è quello di formare, secondo il metodo P2P, all’accoglienza di eventuali dubbi o criticità di ordine affettivo e sessuale provenienti da chi frequenta le seconde classi. Però la formazione, in questo caso, viene svolta direttamente dalla Asl, mentre noi seguiamo comunque i vari percorsi.
I due progetti sono collegati, perché chi si candida per l’uno spesso si candida anche per l’altro (ca 180), e le ore dedicate diventano esperienze curriculari riconosciute.

La percezione del tempo
In questa mia esperienza di counselor presso il CIC ho avuto modo di approcciarmi a diverse problematiche adolescenziali, già suddivise secondo le macroaree indicate al paragrafo precedente.
La pandemia – e non è soltanto un luogo comune – ha rappresentato un “prima” e un “dopo” tra un modo di vivere le amicizie e lo stare in compagnia, aumentando la paura dell’isolamento e del giudizio. Questi, infatti, sono due dei temi principali affrontati.
Incontrarsi con gli amici e le amiche è diventato un evento raro in questo tempo orientato al virtuale, ed è più frequente giocare o chattare online. Questa scelta è apparentemente motivata anche da un’esigenza di protezione rispetto a eventuali confronti diretti, ma a ben guardare non è così, se pensiamo ai numerosi attacchi via web, con il loro potere amplificatorio.

Per chi è cresciuto in un mondo più lento, il tempo era soprattutto da amministrare con pazienza, maggiormente legato ai ritmi naturali, ai cicli del lavoro e alla continuità delle relazioni. Nelle generazioni più giovani, invece, il tempo appare come un flusso, frammentato e accelerato: è una risorsa da ottimizzare, da riempire e rendere produttiva. È una differenza non solo pratica, ma valoriale, che è evidente nella forbice generazionale perché, se da una parte il tempo “costruisce” attraverso esperienze che sedimentano, dall’altra “consente” aprendo a molteplici scelte da consumare velocemente.
Per questo – credo – è molto diffusa l’idea del “tutto e subito”, a scapito di un impegno costante e duraturo. Se siamo abituati a fare scrolling, siamo portati a pensare che funzioni così anche per i compiti, sottovalutando la consapevolezza del tempo da dedicare alla propria preparazione e la necessità di un metodo di studio da costruire. Si tende sempre a rimandare, e non a caso le maggiori criticità sono collocate nell’area delle abilità didattiche. Anche la somministrazione dei compiti a casa dovrà prima o poi confrontarsi con l’efficienza dell’IA, consolidandone gli aspetti della formazione, e non tanto quelli di controllo.

Senza volerli demonizzare, i cellulari sono talvolta “ladri di tempo”, e soprattutto della qualità del tempo che doniamo agli altri e a noi stessi. Vediamo famiglie intere che, anche se riunite in incontri conviviali, finiscono per immergersi negli schermi dei loro smartphone, perdendosi la bellezza dei momenti di condivisione. L’esempio resta lo strumento educativo più efficace, quello che trasmette immediatamente un messaggio senza bisogno di parole. E non sarà un caso se, in questi ultimi anni, dalle narrazioni affiora una diminuita fiducia nelle figure adulte. Emergono, dai colloqui, stati di disorientamento e sofferenza – espressa anche in modi aggressivi – per i comportamenti imprevedibili degli adulti e, soprattutto, per certi eccessi in termini di “attenzione controllante” o di “messaggi incoerenti” che oscillano tra l’autoritario, il lasciar fare ecc., e hanno in comune una difficoltà a trovare modalità e tempo per l’ascolto dei figli e delle figlie adolescenti.

Sempre in tema di cellulari, la scuola ha trovato un modo per limitarne l’utilizzo in classe, ma a casa non sempre è così. In diversi, però, praticano sport di gruppo che prevedono allenamenti pomeridiani e partite domenicali; sono frequentate anche le attività degli oratori, rimasti quasi gli unici presìdi dove ragazzi e ragazze possono trovare spazi per dedicare tempo a se stessi e alla cura delle relazioni al di fuori della scuola e dello sport.

Continuare su questa strada
Tornando al nostro caso, nel favorire – con le esperienze di formazione per i due progetti scolastici attivi – lo sviluppo di una propensione all’ascolto e alla cura fra coetanei, si vanno affinando anche strumenti utili a scoprire nuove abilità. Inoltre, i riscontri positivi da parte dei compagni e delle compagne hanno un naturale effetto benefico sull’autostima e sul sentimento di essere stati importanti per qualcuno.
Più specificatamente, il valore della formazione che proponiamo sta anche nel modo in cui la stessa può rimandare a una diversa percezione del tempo.
Tra le due visioni sopra esposte, infatti, non deve esserci opposizione, ma una tensione fertile e costruttiva: la durata insegna profondità, il flusso rimanda all’adattamento. Forse il compito delle comunità – e della scuola in modo particolare – è proprio questo: creare spazi in cui il tempo possa essere insieme memoria e slancio, radice e movimento.

In un mondo che spinge verso la velocità, nella scuola il tempo può tornare ad avere spessore: non solo successione di attività, ma occasione per fermarsi, comprendere, collegare. E questa esperienza mostra anche che la formazione non accelera, ma dilata, offrendo ai ragazzi la possibilità di abitare il tempo con consapevolezza, di vedere che ogni fase – preparazione, confronto, restituzione – costruisce competenze e relazioni.
In questa dimensione “frammentata”, progetti scolastici di lunga durata come questi possono andare incontro al disagio giovanile, supportando alunni, alunne e figure adulte di riferimento. A ben guardare, tali effetti si riversano positivamente sull’intera società civile e quindi, più che premiati, essi andrebbero incentivati e sostenuti a ogni livello, soprattutto in tempi come questi, avvolti da una nebbia emotiva che non favorisce la consapevolezza di sé e la benevolenza verso gli altri.


Bibliografia:

  • Autori Vari (2023), Resilienza e autocura. Un approccio integrato orientato alle risorse, Youcanprint, Lecce
  • Bandura A. (2012), Adolescenti ed autoefficacia. Il ruolo delle credenze personali nello sviluppo individuale, Erickson, Trento
  • Caporale A. B. (2022), Essere counselor. Identità e prospettive di una professione, FrancoAngeli, Counseling, Milano
  • Carkhuff R. (1993), L’arte di aiutare. Manuale, Erickson, Trento
  • Charmet G. P. (2024), Adolescenti misteriosi, Mimesis edizione, Udine
  • Maggiolini A. (2023), Pieni di rabbia. Comportamenti trasgressivi e bisogni evolutivi degli adolescenti, FrancoAngeli, Milano
  • Mammoliti C. (2020), Le parole per difenderci. Vademecum per riconoscere e gestire la comunicazione manipolatoria, Sonda, Milano
  • Marzano M. (2025), Qualcosa che brilla, Rizzoli, Milano
  • Munarini E., Dalla Ragione L. (2025), Disagio e comportamenti a rischio in adolescenza. Una guida per comprendere e prevenire, Mondadori Università, Milano
  • Murgatroyd S. (1995), Il counseling nella relazione d’aiuto, Sovera, Roma
  • Rosemberg M. B. (2003), Le parole sono finestre oppure muri. Introduzione alla comunicazione non violenta, Esserci Ed., Reggio Emilia, ristampa 2023
  • Schulz von Thun F. (1991), Parlare insieme. Psicologia e arte della comunicazione per migliorare i rapporti con gli altri, TEA.MI, e ristampa 2002

 

Patrizia Renzoni

Professional Advanced Counselor a orientamento fenomenologico-esistenziale, pluralistico integrato ASPIC (2007) con oltre 4.500 ore di formazione teorico-esperienziale, esperta in PNL e Costellazioni Sistemiche Familiari e Organizzative.
Alla professione di docente ha affiancato quella di counselor per l’orientamento, coordinando l’équipe di Ascolto CIC per la prevenzione del disagio. Attualmente, collabora sia nel contesto scolastico che presso un centro per famiglie, all’interno di un progetto della SdS di Prato.
Lavora in studio sia a Prato che a Firenze.

linguaggio disobbediente

Come tutte le norme, anche quelle linguistiche sono un artefatto politico, sociale, culturale. Quella del maschile sovraesteso è una regola linguistica che di recente l’Accademia della Crusca ha definito come non discriminante. Di fronte alle norme ci sono sempre due possibilità: obbedire o disobbedire. Questo articolo vuole essere un atto intenzionale di disobbedienza grammaticale che intende ribadire – proprio con le parole – la forza dirompente del linguaggio. Come tutte le dis-obbedienze, è dis-turbante e dis-ordinante, anche percettivamente per chi legge; eppure: considerate che ogni qualvolta la piccola "ə" genera un senso di fastidio, la forma di straniamento è analoga a quella vissuta da chi appartiene a una minoranza a cui una maggioranza – sociale, politica, linguistica e sessuale – impone, nel nome della regola, dell’estetica o della leggibilità, l’adeguamento come normale. E come l’obbedienza a un ordine continui ad essere una virtù.


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Jhumpa Lahiri

Jhumpa Lahiri è una scrittrice di fama mondiale, nota per le sue opere sull'esperienza degli immigrati, in particolare degli indiani orientali. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa con la sua prima raccolta di racconti, 'Interpreter of Maladies'. Nel suo libro bilingue 'In Other Words', originariamente scritto in italiano, Lahiri esplora il travagliato processo che ha affrontato per esprimersi in una nuova lingua.


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code-switching

Il code-switching, o commutazione di codice, è il passare fluidamente da una lingua a un’altra all’interno del discorso di uno stesso parlante. Può riflettere la volontà di esprimere un'identità culturale, di adattarsi a un gruppo sociale specifico, o semplicemente di utilizzare la lingua percepita più adatta per esprimere un particolare concetto o emozione.


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Counseling scolastico in Corea del Sud

Fonte: Sang Min Lee – Eunjoo Yang, “Counseling in South Korea”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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L’esperienza del counseling in Turchia

Fonte: Fidan Korkut Owen and Oya Yerin Güneri, “Counseling in Turkey”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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Pietra di inciampo


Stolpersteinen, in tedesco, pietre d’inciampo; ideate negli Anni 90 dall'artista tedesco Gunter Demnig per innestare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio.

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Comitato scientifico di AssoCounseling


Svolge varie funzioni di supporto e stimolo all’attività di ricerca, studio ed elaborazione dell’identità professionale.

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Il team


Nella quarta edizione appena conclusa Laura Torretta ha ricoperto il ruolo di referente nel direttivo e di project manager, affiancata dalla process owner Aidp Lombardia Daniela Tronconi. È in partenza la quinta edizione, con un passaggio di consegne al nuovo direttivo, in cui la nuova referente dell’iniziativa sarà Rossella Cardinale e la nuova project manager Elisabetta Maiocchi.

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Ringraziamento ai supervisori


Si ringraziano in particolare Pierpaolo Dutto, Manuela Giago, Silvia Ronzani, referenti per le tre scuole.

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Questionario di fine percorso


Per chi volesse avere evidenza del questionario somministrato a fine percorso ecco le domande proposte:

  • Avevi già effettuato un percorso di counseling?
  • Relativamente all’esperienza di counseling quale è il livello di gradimento complessivo?
  • Ti sei sentito/a accolto/a, ascoltato/a e compreso/a dal counselor? Sì? Come? No? Come?
  • Quali tema e bisogno sono stati al centro del tuo percorso?
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere all’inizio: da 1 a 10?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provavi all'inizio del primo incontro.
  • Quali pensieri ricorrenti, schemi limitanti, credenze e convinzioni sono emerse e hai trasformato?
  • Quali nuove consapevolezze hai sviluppato?
  • Quali risorse hai organizzato e mobilitato al servizio della tua crescita?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provi ora, al termine del tuo percorso.
  • Quali azioni nuove scegli ora più coerenti con il tuo obiettivo?
  • Regista e protagonista di una nuova narrazione: descrivi la tua esperienza di cambiamento e maggiore benessere
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere alla fine del percorso: da 1 a 10?
  • Raccomanderesti questa esperienza ad altri? Sì? Per quale motivo? No? Per quale motivo?

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Definizione di sessualità


"La sessualità è un concetto esteso […]. È una parte naturale dello sviluppo umano in ogni fase della vita e include componenti fisiche, psicologiche e sociali […]. La sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, l’identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Sebbene la sessualità possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite ed espresse. La sessualità è interessata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali.”

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Diritto alla sessualità


"Tutti gli esseri umani hanno la facoltà di vivere la propria sessualità in maniera appagante, libera da coercizioni, discriminazioni o violenza. I diritti sessuali si basano sui principi fondamentali dei diritti umani internazionalmente definiti, sono parte integrante delle convenzioni dell’ONU che hanno carattere vincolante.”

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Origine della sessuologia scientifica


Lo studio della sessuologia scientifica è un ambito di ricerca recentissimo che risale alla metà del 1900. Fa capo gli studi rivoluzionari di Masters e Jonson, i primi ad interessarsi scientificamente la sessualità cercando di superare la teoria e la clinica freudiana che intendeva i disturbi sessuali espressione di uno sviluppo psicosessuale problematico.

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dall'articolo 10


Il diritto all’istruzione e il diritto ad una educazione sessuale approfondita ed esauriente: “Ogni individuo ha il diritto all’istruzione ed il diritto ad una educazione sessuale completa. L’educazione sessuale deve essere appropriata all’età, scientificamente accurata, culturalmente adeguata e basata sui diritti umani, sull’uguaglianza di genere e su un approccio positivo alla sessualità.”

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riferimento bibliografico esteso


Tutu, D. (2004), God has a dream. A vision of hope for our time, Doubleday, NY.

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riferimento bibliografico esteso


Mokgoro, Y. (1998), Ubuntu and the law in South Africa. Buffalo Human Rights Law Review, 15, 1–6.

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stati dell'Io


Per la terminologia dell’Analisi Transazionale utilizzata si può fare riferimento al testo di Stewart – Joines in bibliografia.

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L'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy


Nell'intervista, Capotosto cita l'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy, un atleta paralimpico che, usando una parola normalmente offensiva, ha scritto la parola su sé stesso con leggerezza, ridefinendo la propria condizione in maniera autodiretta e tematizzando l’umorismo in ambito di disabilità.

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Doppia empatia


La teoria della doppia empatia, formulata dal sociologo Damian Milton, propone che le difficoltà comunicative tra persone neurodivergenti e neurotipiche non derivino da un “deficit” di una delle due parti, ma da una asimmetria reciproca. Quando due individui hanno modi diversi di percepire, interpretare e dare significato all’esperienza, può emergere un gap di comprensione che riguarda entrambi. L’approccio mette quindi l’accento sulla relazione, non sulla mancanza individuale, e invita a considerare la comunicazione come un processo di co-costruzione che richiede adattamento e ascolto da entrambe le parti.

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Nota all'immagine


I principi di design dell'immagine si basano sulla Neuroaffermatività, definendo la comunicazione tra persone neurodivergenti e persone normotipiche come un mismatch reciproco tra stili cognitivi validi, il quale dà luogo al Double Empathy Problem. Sono stati esclusi per etica simboli patologizzanti come il pezzo di puzzle. L'estetica funzionale adotta il Low Arousal Design o Minimalismo Sensoriale e palette a bassa saturazione per garantire accessibilità visiva e sicurezza sensoriale, prevenendo lo stress da Pattern Glare.

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neurodivergenza


Per neurodivergenza, si intende un funzionamento neurologico diverso da quello considerato "tipico", non una malattia, ma una variazione naturale del cervello umano, che include condizioni come autismo, ADHD, dislessia e plusdotazione, caratterizzata da modi unici di pensare, percepire e interagire con il mondo, valorizzando le differenze piuttosto che vederle come deficit.

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omeostasi


L’omeostasi è la capacità degli organismi viventi di autoregolarsi, mantenendo un ambiente interno stabile e costante (temperatura, pH, glicemia) nonostante le variazioni esterne.

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Nota di lettura su questo articolo


Evoluzioni si impegna a fornire informazioni di qualità nel campo del counseling, promuovendo la condivisione di conoscenze e prospettive globali. Lo fa nella consapevolezza che il counseling è una professione largamente diffusa, in un mondo che evolve velocemente. Con esso mutano la società umana e i suoi bisogni, nonché, a distanza di tempi più o meno lunghi, le normative che di conseguenza ciascun Paese sceglie di definire.

Anche i confini della professione di counselor possono essere diversi da nazione a nazione. In alcuni stati chi la esercita può per esempio definirsi terapeuta o psicoterapeuta e occuparsi di disturbi che in altri paesi (tra cui al momento l’Italia) non può per legge affrontare. Diversi sono anche i criteri per la formazione in counseling, le normative e i sistemi di accreditamento/riconoscimento della professione.

Quanto descritto nei contenuti è dunque pubblicato a mero titolo informativo e non costituisce indicazioni per i confini della pratica professionale in Italia, per i quali si raccomanda di fare riferimento alle leggi e normative vigenti nel contesto italiano.

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