Sense8 è una serie televisiva di fantascienza e azione, scritta e diretta dalle sorelle Wachowski e Straczynski, con l’intento di esplorare il ruolo della tecnologia nel connettere le persone al di là dei confini fisici. L’ambizione era ripetere il successo popolare del lungometraggio più famoso delle registe: Matrix (del 1999). Favorita da una produzione imponente, a cavallo fra otto città nei cinque continenti, e un efficace comparto tecnico (fotografia, scenografia, musiche), la serie è stata un fenomeno di costume tale che, immaginata in cinque stagioni, quando viene cancellata alla seconda per i costi, le pressioni del pubblico di seguaci sono tali che l’anno seguente viene rilasciato un lungo episodio finale.
In sintesi, la storia ruota attorno a otto persone che vivono in varie parti del globo e scoprono via via – e noi con loro – di essere reciprocamente connesse, poiché sono nate nello stesso istante e sono “sensate”, ovvero appartengono alla specie umana homo sensorium, che viene nascosta e combattuta dalla specie sapiens, di cui è superiore per capacità empatica e sensoria: gli otto protagonisti condividono sensazioni fisiche, emozioni, conoscenze e abilità. Lascio il dipanarsi della vicenda a chi vorrà seguirla e ritengo opportuno precisare che si tratta di intrattenimento puro o semplice: godibile per chi ama il genere, di buona qualità nonostante la sceneggiatura imperfetta.
Sono passati dieci anni dalla distribuzione della serie e le potenzialità tecnologiche non impressionano più: quotidianamente, facciamo esperienza della potenziale connessione virtuale con ogni individuo sulla Terra e, nel frattempo, abbiamo conosciuto anche i rischi dell’iperconnessione.
Non è invecchiata, invece, la rappresentazione dell’estrema connessione empatica e sensoriale fra i “sensate”: è ancora suggestivo vedere come entrano in comunicazione profonda e diretta attraverso i cinque sensi e le emozioni, così da superare i limiti della distanza, del linguaggio, della cultura. Nella serie, queste doti sono spinte al parossismo: le otto persone protagoniste imparano come compartecipare delle loro esperienze sensoriali e corporee; sono fisicamente presenti le une alle altre; si scambiano comprensione empatica autentica e sostegno emotivo; si aiutano concretamente e reciprocamente, condividendo le abilità fisiche. Quando acquisiscono la padronanza delle loro potenzialità, si crea una coscienza comune e superiore alla somma delle singole, grazie alla quale superano le difficoltà, si liberano dall’oppressione e godono ogni piacere.
Se anche scoprissimo di non essere “sensate”, mentre assistiamo alle loro avventure, possiamo aspirare a essere fra quei sapiens che non temono di esplorare e affinare le intelligenze emotiva, sociale e cinestetica per integrarle a quella cognitiva e costruire una consapevolezza evoluta di sé e della comunità.
serie
Sense8
di Lana e Lilly Wachowski e J. Michael Straczynski
Netflix, 2015-2018
