Parthenope, l’ultimo film di Paolo Sorrentino, racconta la storia fra il fantastico e il drammatico, di una creatura femminile che nasce dalle acque del golfo di Napoli e rappresenta il simbolo di questa città eclettica, misteriosa e piena di sfaccettature.
Non a caso, la protagonista ha lo stesso nome della sirena del mito fondante della città, di cui scriveva Matilde Serao nelle Leggende napoletane “vive splendida, giovane e bella, da cinquemila anni, e corre ancora sui poggi, erra sulla spiaggia, si affaccia al vulcano e si smarrisce nelle vallate”.
Parthenope è una donna con una bellezza senza tempo e un’intelligenza acuta, che ammalia e conquista chiunque entri in contatto con lei, persino il fratello Raimondo, suo primo e indimenticabile amore, che decide di suicidarsi, segnando la giovane in maniera indelebile e rendendola incapace di incontrare qualcun altro intimamente.
La donna è dotata di un’intelligenza brillante, in cui si legano strategia ed emotività, che denota la sua forza e al contempo la sua fragilità, e la rende capace di attrarre con un solo sguardo.
Attraverso Parthenope, Sorrentino ci fa conoscere Napoli, la sua città natale, nella sua complessità, nei suoi innumerevoli aspetti e dimensioni. Allo stesso modo, la donna ha uno spirito appassionato, senza regole, che si butta nella vita a capofitto, decidendo di studiare per approfondire le questioni dell’animo umano, con una curiosità tale da renderla così affascinante e naturalmente seducente.
La pellicola racconta tutto lo sviluppo della protagonista dalla giovinezza alla maturità, mentre attraversa il dolore, l’amore e la solitudine, che si intreccia e rispecchia quella della città.
Nota caratterizzante del cinema di Sorrentino, la perfezione estetica emerge prepotentemente, in contrasto ma in connessione con la capacità di indagare nel profondo i sentimenti, i veri protagonisti del vicenda.
Film complesso, malinconico e visionario, a tratti scabroso.
film
Parthenope
di Paolo Sorrentino
PiperFilm
2024
