Corpo, umano è un recente caso editoriale: vincitore del Premio Bagutta 2025, è stato fra i cinque finalisti della prima edizione del Premio Strega Saggistica. Il suo eclettico autore – psichiatra, psicoanalista, saggista e poeta – compone un’opera che sfugge a una classificazione rigida: un saggio antologico ed enciclopedico al tempo stesso, a tratti intimo come un’autobiografia e frammentario come un mémoire. Questa complessità rende il libro affascinante e, fra l’altro, molto in linea con lo spirito con cui selezioniamo le nostre Ispirazioni.
Lingiardi constata che, nella nostra epoca complicata, i corpi sono contesi fra ideologia e tecnologia, fatti oggetto di mille attenzioni e nessuna cura (come sostiene anche Callegari nel suo articolo). Per tornare ad avere un corpo, a essere corpo, bisogna prendersi una pausa: quella che grammaticalmente e simbolicamente ci offre con la virgola nel titolo, che permette un intervallo, per fare un respiro, per fermarci a riflettere.
Il volume è suddiviso in tre parti. Nella prima, “il corpo ricordato”, raccoglie memorie personali e familiari che si proiettano verso il collettivo, in cui il corpo è narrato come luogo dell’identità e spazio di relazione: “il nostro io, ma anche il primo tu”. La seconda parte si intitola “il corpo dettagliato” ed è una minuziosa e vertiginosa scomposizione anatomica praticata con il bisturi della cultura: ventitré capitoli, primo “cuore” e ultimo “cervello”, che raccolgono la presenza, l’espressione, la simbologia di ciascun organo nel linguaggio, nella pittura, nella letteratura, nella musica, nel cinema, nella psicoanalisi. Poiché “il corpo ritrovato è quello raccontato”, è così che si intitola la parte finale di questo viaggio joyciano attorno e dentro il corpo, che porta a compimento il desiderio di ampliare la consapevolezza mentale del corpo, per restituircelo accessibile e intero: “elettrico”, con le parole di Whitman, “vivente”, secondo Winnicott.
Lingiardi, dunque, pratica un’esplorazione intellettuale paziente e variegata sul corpo, sul quale proietta una luce intensa, che lo scompone per rifrazione in singoli elementi, per diffrazione in immagini inconsuete, analoghe e simboliche: ne deriva un inedito repertorio di possibili interpretazioni, suggestioni, connessioni con cui ricomporre una comprensione del corpo, tutto insieme, tutto in relazione, grazie alla quale possiamo stabilire – tanto noi, quanto le persone che accompagniamo – un contatto rinnovato col corpo nostro e altrui.
Da Corpo, umano è stato tratto un reading, già messo in scena presso festival e teatri, con le voci dell’autore stesso e dell’attricettrice Federica Fracassi e la regia di Gianni Forte, regista teatrale originale e stimolante. Anche se per i nostri tempi di pubblicazione non posso indicarne le prossime date, lo segnalo per consigliarne la visione.
libro
Corpo, umano
di Vittorio Lingiardi
Einaudi, 2024
