La prima volta che l’ho letto, molti anni fa, mi è sembrato un libro illuminante, considerato anche il fatto che la prima edizione risaliva al 1996. L’ho trovato estremamente all’avanguardia, non tanto per gli addetti ai lavori (psicologi, psicoterapeuti ecc.), quanto per chiunque abbia voglia di riflettere sul fatto che stare bene nella vita non è questione di fortuna, o di destino, ma qualcosa su cui si può lavorare, volendo. Oggi, che l’ho riletto con gioia per questa occasione, confermo l’impressione iniziale, e non esito a definire Daniel Goleman come un precursore nel campo della divulgazione degli studi sulle emozioni, collegando ad esse un sostantivo fino ad allora ritenuto distante: Intelligenza.
Se Howard Gardner, nel 1986, ha affermato che l’intelligenza non è un’entità unica e misurabile, aprendo al concetto di “intelligenze multiple”, Goleman ha avuto il merito di indagare l’intelligenza emotiva a partire dalle connessioni neuronali che le governano, e come questa conoscenza può esserci d’aiuto nella gestione delle reazioni e dei comportamenti. L’autore ci accompagna quindi in un viaggio alla scoperta delle varie parti del cervello e del loro funzionamento, in modo comprensibile a chiunque ma rispettoso della verità scientifica. E, oltretutto, senza mai perdere il contatto con la realtà, cioè analizzando ogni questione calandola nella vita reale. Un percorso che tocca e approfondisce l’empatia, l’intelligenza sociale, l’intelligenza emotiva applicata, tutto quello che per noi counselor costituisce il pane quotidiano della professione, e che ci permette di avvicinarci agli altri con rispetto e gratitudine, con il cuore e con la mente.
libro
Intelligenza Emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici
di Daniel Goleman
Pensa Multimedia, Best BUR, Milano, 2013
