Casa Mattel ha introdotto sul mercato una nuova fashion doll, nella sua linea inclusiva Barbie Fashionistas, si tratta della Barbie autistica, già nella polemica. La nuova Barbie ha occhi divergenti, cuffie antirumore sulle orecchie, fidget spinner come antistress sensoriale e articolazioni snodabili che evocano gesti ripetitivi e abitudinari.
La nuova uscita di casa Mattel ha diviso l’opinione pubblica perché, se da una parte racconta la diversità e l’unicità di ognuno, dall’altra può alimentare pregiudizi e stereotipi.
Buona parte della critica sostiene che una bambola può favorire o ostacolare il cambiamento ma l’inclusione, quella vera, autentica, avviene in ambito sociale, nella scuola e sul lavoro, nei servizi che la società mette a disposizione. La responsabilità è della comunità che dovrebbe offrire ascolto e accoglienza affinché la partecipazione sia concreta e fattiva. La nuova Barbie, perciò, esce con la volontà di contribuire al cambiamento, mostrando la disabilità senza nasconderla o sminuirla ma non riuscirebbe a darle la rilevanza necessaria.
La disabilità fisica è già stata ‘sdoganata’, perché ormai riconosciuta e le si è dato un nome mentre la neurodivergenza è ancora un tema di studio su cui si dibatte. Il lancio promozionale della Mattel racconta che ogni bambina può vedersi rappresentata in una Barbie mentre ciò che emerge dalle discussioni sul tema è che probabilmente dovrebbero essere le bambine e i bambini definiti neurotipici a imparare, grazie all’aiuto della comunità educante, a guardare con attenzione e ad accettare la neurodiversità.
Resta un fatto, al di là delle polemiche, che la nuova Barbie testimonia l’esistenza e la presenza nella società di una tipologia di diversità che non è immediatamente evidente. Sono le persone a fare la differenza, con la relazione, la Barbie è un mezzo, uno strumento simbolico che può portare all’incontro che, con la condivisione dello spazio e del tempo, non si ferma in superficie ma vede la fragilità, le sta accanto e cambia davvero il modo di pensare e di agire.
