Tratto dal romanzo L’atlante delle nuvole di David Mitchell, è un film di fantascienza che intreccia sei storie ambientate in luoghi e tempi diversi, sei personaggi attraverso ben cinquecento anni di storia. Per capirci, ognuno di loro in realtà si propone nel corso del tempo in sei diverse identità: l’insuperabile Tom Hanks veste i panni di Henry Goose, di un direttore d’albergo, di Isaac Sachs, di Dermot Hoggins, del sosia di Cavendish e di Zachary; mentre Halle Berry si moltiplica grazie ai ruoli di Nativa, di Jocast Ayris, di Luisa Rey, di un’ospite alla festa indiana, di Ovid e di Meronym.
Si tratta di esistenze legate tra loro in varie zone del mondo e pronte a intervenire le une sulle altre in un flusso continuo che coinvolge passato, presente, futuro. Il film, così come il romanzo, è una potente metafora della continuità del sé e della responsabilità individuale: sebbene la trama usi la reincarnazione come espediente narrativo, la vicenda illustra come le nostre azioni ed emozioni creino un “filo rosso” che definisce chi siamo attraverso il tempo. Se guardato nell’ottica del counseling gli spunti che se ne traggono sono davvero infiniti: dal tema centrale del “è tutto connesso” in prospettiva sistemica, a quello del riuscire ad “affrontare i propri demoni”, fino al potere della scelta che ci trasforma da vittime passive ad artefici della nostra storia, destino, “atlante” appunto.
Il nostro affondo però va ora a una riflessione su come costruiamo la nostra storia personale lungo l’asse del tempo. Inizialmente i personaggi, i fili, sembrano scollegati, ma con l’evolversi della trama emerge un senso globale, un unico arazzo: come nel percorso di counseling, quando il cliente arriva con brandelli di vita faticosi o confusi e, attraverso dialogo e strumenti, riesce a integrare il passato in una narrazione coerente, passando dalla frammentazione all’integrazione. La voglia a forma di stella che accomuna i protagonisti simboleggia un nucleo identitario che resta costante nonostante i cambiamenti esterni. Nella relazione d’aiuto, si opera per identificare questi “tratti distintivi” (valori, risorse) che permettono alla persona di non perdersi nelle crisi.
Il film mostra anche come una scelta compiuta in un’epoca influenzi le generazioni successive: questo aiuta a riflettere sull’impatto delle proprie decisioni non solo sul proprio presente, ma sul “sistema” di relazioni e sul futuro.
film
Cloud Atlas
di Lana e Larry Wachowski, Tom Tikwer
Eagle Pictures
Usa, Germania, Uk, 2012
disponibile su varie piattaforme di streaming
