Tratto dall’omonimo romanzo di Winston Groom del 1986, il film racconta l’intensa vita di Forrest Gump, interpretato da un talentuoso Tom Hanks. Il protagonista, dotato di uno sviluppo cognitivo leggermente inferiore alla norma (il suo QI è di 75: solo 5 punti sotto la “normalità”, come dice la madre), non tradendo mai se stesso, attira una serie di coincidenze e vicende favorevoli, diventando diretto testimone e artefice di importanti avvenimenti della storia americana, senza quasi rendersi conto della loro straordinarietà.
Dal punto di vista dell’intelligenza la storia è potente perché rovescia un luogo comune: Forrest con un basso QI ottiene successo e felicità grazie alla sua intelligenza emotiva, alla capacità di vivere nel presente, al suo candore e alla semplicità, contrapponendosi a personaggi più dotati che spesso falliscono o sono infelici. Ci interroga su un dubbio: forse un basso QI non preclude necessariamente una vita piena e di successo. Mentre la purezza d’animo e la resilienza potrebbero superare la forza intellettuale nel definire una vita di soddisfazioni e valore. La pellicola celebra le intelligenze multiple (teoria di Howard Gardner): Forrest eccelle in quelle corporeo-cinestetica (corsa, ping-pong), e naturalistica (pesca di gamberi) e, soprattutto, nell’intelligenza emotiva e interpersonale.
La sua innocenza e semplicità lo guidano verso scelte etiche e umane (come l’amicizia incondizionata per Jenny, Bubba, il tenente Dan), fungendo da modello di resilienza e accettazione. Il suo percorso è un esempio di riscatto individuale: l’assenza di “filtri mentali” (come l’eccessiva razionalità) e l’amore incondizionato della madre (un attaccamento sicuro e fonte di saggezza: “Stupido è chi lo stupido fa”, che promuove la sua autostima) gli consentono di abbracciare appieno le sue esperienze di vita, superando i limiti sociali e le aspettative.
La struttura narrativa è anche un invito a riflettere sul destino (“La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”) e sulla nostra capacità di scelta e di adattamento. Insomma, la parabola umana del protagonista – in modo naturalmente estremo – ricorda il percorso che ogni counselor fa con il proprio cliente: partire da quello che c’è e provare insieme a valorizzare le migliori risorse presenti per godere di una vita piena.
film
Forrest Gump
di Robert Zemeckis
Paramount Pictures
Usa, 1994
disponibile su varie piattaforme di streaming
