5/2026 Ispirazioni

Christopher Nolan e la sua riflessione sul tempo 

Filmografia tematica di un maestro del cinema 

Christopher Nolan e la sua riflessione sul tempo 

Quando in redazione si è condiviso e scelto il tema del tempo come filo rosso dell’intero numero ho pensato subito a Christopher Nolan e al mio amore per i suoi film. Ancora non avevo idea di quanto una semplice e immediata intuizione fosse azzeccata. Rivedere la sua opera in modo coerente, con un punto di vista preciso e con uno sguardo che si è oggi arricchito degli studi di counseling ha fatto il resto. 

Abitare il tempo, nella filmografia del maestro, non è mai un atto passivo, ma una forma di resistenza spirituale, una danza complessa tra memoria e desiderio. Guardando le sue opere, ci rendiamo conto che il tempo non è un nastro che scorre esterno a noi, ma una materia plastica e viva che portiamo dentro, capace di curvarci sotto il suo peso o di liberarci attraverso la sua comprensione. Non è solo fisica, è il territorio del nostro animo. 

Il percorso inizia nel labirinto di Memento (2000), la storia di un uomo che, a seguito di un trauma, ha perso la capacità di creare nuovi ricordi e tenta disperatamente di trovare l’assassino di sua moglie usando foto e tatuaggi. Qui, la lotta contro l’oblio ci suggerisce che senza una memoria coerente, senza consapevolezza, l’essere umano è un eterno naufrago, prigioniero di un istante che si ripete senza sbocco. La nostra identità non è fatta di eventi nudi e crudi, ma del senso profondo che decidiamo di attribuire loro. Ricostruire il proprio passato, allora, non è un semplice esercizio di logica razionale, ma un atto di cura profonda verso la propria storia. Significa smettere di essere vittime dei propri frammenti per tornare a esserne i narratori, protagonisti della propria esistenza. 

Questa ricerca di senso prosegue nel sacrificio silenzioso di The Prestige (2006), dove due illusionisti nella Londra vittoriana si sfidano in un duello ossessivo per inventare il trucco definitivo, a costo di distruggere le proprie vite. Qui cogliamo che ogni vera evoluzione richiede un tempo di gestazione invisibile agli occhi del mondo. Il cambiamento profondo non è mai un colpo di scena teatrale, un trucco di magia che appare dal nulla: è piuttosto un’opera di dedizione che avviene nel buio, proprio come il seme nella terra, lontano dagli applausi. È una filosofia della pazienza che ci invita a onorare il tempo dell’attesa, accettando che per veder nascere qualcosa di nuovo dobbiamo essere disposti a lasciar andare l’immagine vecchia che avevamo di noi stessi. 

Con Inception (2010), Nolan ci porta nel mondo dello spionaggio onirico, dove un ladro di segreti estrae informazioni penetrando nei sogni altrui attraverso vari livelli di profondità temporale. Il film ci spinge a chiederci quale sia il nostro “totem”, quell’ancora di verità che ci impedisce di scivolare nei labirinti delle  proiezioni mentali. Esplorare i livelli più profondi della coscienza non serve a fuggire dalla realtà, ma a trovare il perno immobile attorno a cui ruota il nostro equilibrio. È un invito a restare svegli anche quando le tempeste della vita sembrano trasformare tutto in un sogno caotico, restando centrati sul proprio asse mentre tutto intorno gira vorticosamente. 

Nello spazio infinito di Interstellar (2014), un gruppo di astronauti attraversa un wormhole alla ricerca di una nuova casa per l’umanità, sperimentando come pochi anni nello spazio possano corrispondere a decenni trascorsi sulla Terra. Scopriamo che la gravità del dolore può dilatare gli anni, rendendo un addio lontano vivo e bruciante come se fosse accaduto ieri. Ma è proprio in questa vastità che Nolan ci consegna la sua verità più luminosa: l’amore e i legami umani sono le uniche forze capaci di attraversare indenni le dimensioni. Il tempo si fa allora puramente emotivo, ricordandoci che non è mai troppo tardi per ricucire uno strappo, perché il cuore abita una cronologia che sfugge alle leggi del tempo. 

Se Dunkirk (2017) ci immerge nella resilienza nuda dell’operazione di salvataggio di migliaia di soldati durante la Seconda Guerra Mondiale, mostrandoci la convergenza di tre linee temporali tra terra, mare e aria, impariamo che sopravvivere è già la più grande delle vittorie. Infine, Tenet (2020) segue un agente segreto coinvolto in una guerra temporale dove l’entropia di oggetti e persone può essere invertita, permettendo al futuro di fluire all’indietro. Qui la speranza si fa audace: non siamo solo figli del nostro passato. Cambiando la nostra direzione verso il futuro, iniziamo a risignificare tutto ciò che è stato. Il passato smette di essere un destino immutabile e diventa argilla nelle nostre mani. 

In questo viaggio attraverso il cinema nolaniano, il tempo smette finalmente di essere un nemico da combattere. Diventa invece lo spazio in cui ci è concesso di esistere, di sbagliare e di ricominciare. È un invito a riscoprire la propria bussola interiore, per imparare che possiamo sempre ridisegnare il nostro asse. Alla fine, restiamo noi, protagonisti della storia, capaci di abitare ogni istante con la consapevolezza di chi ha imparato a volgere lo sguardo verso infinite possibilità. E ora non ci resta che aspettare il 16 luglio 2026, data prevista dell’uscita nelle sale dell’ultima opera del maestro. Buona visione! 

 

Lucia Bolgiani

Nella mia prima vita ho fatto la studentessa atleta. Nella seconda la mamma giornalista. Nella terza sono diventata counselor sistemico, socio costruzionista, facilitatrice in costellazioni familiari. Per la quarta vita ancora non so dove mi porterà la mia passione. Intanto nella redazione di Evoluzioni condivido la mia precedente esperienza professionale di caporedattore centrale e il mio entusiasmo per la scrittura.

linguaggio disobbediente

Come tutte le norme, anche quelle linguistiche sono un artefatto politico, sociale, culturale. Quella del maschile sovraesteso è una regola linguistica che di recente l’Accademia della Crusca ha definito come non discriminante. Di fronte alle norme ci sono sempre due possibilità: obbedire o disobbedire. Questo articolo vuole essere un atto intenzionale di disobbedienza grammaticale che intende ribadire – proprio con le parole – la forza dirompente del linguaggio. Come tutte le dis-obbedienze, è dis-turbante e dis-ordinante, anche percettivamente per chi legge; eppure: considerate che ogni qualvolta la piccola "ə" genera un senso di fastidio, la forma di straniamento è analoga a quella vissuta da chi appartiene a una minoranza a cui una maggioranza – sociale, politica, linguistica e sessuale – impone, nel nome della regola, dell’estetica o della leggibilità, l’adeguamento come normale. E come l’obbedienza a un ordine continui ad essere una virtù.


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Jhumpa Lahiri

Jhumpa Lahiri è una scrittrice di fama mondiale, nota per le sue opere sull'esperienza degli immigrati, in particolare degli indiani orientali. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa con la sua prima raccolta di racconti, 'Interpreter of Maladies'. Nel suo libro bilingue 'In Other Words', originariamente scritto in italiano, Lahiri esplora il travagliato processo che ha affrontato per esprimersi in una nuova lingua.


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code-switching

Il code-switching, o commutazione di codice, è il passare fluidamente da una lingua a un’altra all’interno del discorso di uno stesso parlante. Può riflettere la volontà di esprimere un'identità culturale, di adattarsi a un gruppo sociale specifico, o semplicemente di utilizzare la lingua percepita più adatta per esprimere un particolare concetto o emozione.


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Counseling scolastico in Corea del Sud

Fonte: Sang Min Lee – Eunjoo Yang, “Counseling in South Korea”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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L’esperienza del counseling in Turchia

Fonte: Fidan Korkut Owen and Oya Yerin Güneri, “Counseling in Turkey”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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Pietra di inciampo


Stolpersteinen, in tedesco, pietre d’inciampo; ideate negli Anni 90 dall'artista tedesco Gunter Demnig per innestare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio.

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Comitato scientifico di AssoCounseling


Svolge varie funzioni di supporto e stimolo all’attività di ricerca, studio ed elaborazione dell’identità professionale.

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Il team


Nella quarta edizione appena conclusa Laura Torretta ha ricoperto il ruolo di referente nel direttivo e di project manager, affiancata dalla process owner Aidp Lombardia Daniela Tronconi. È in partenza la quinta edizione, con un passaggio di consegne al nuovo direttivo, in cui la nuova referente dell’iniziativa sarà Rossella Cardinale e la nuova project manager Elisabetta Maiocchi.

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Ringraziamento ai supervisori


Si ringraziano in particolare Pierpaolo Dutto, Manuela Giago, Silvia Ronzani, referenti per le tre scuole.

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Questionario di fine percorso


Per chi volesse avere evidenza del questionario somministrato a fine percorso ecco le domande proposte:

  • Avevi già effettuato un percorso di counseling?
  • Relativamente all’esperienza di counseling quale è il livello di gradimento complessivo?
  • Ti sei sentito/a accolto/a, ascoltato/a e compreso/a dal counselor? Sì? Come? No? Come?
  • Quali tema e bisogno sono stati al centro del tuo percorso?
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere all’inizio: da 1 a 10?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provavi all'inizio del primo incontro.
  • Quali pensieri ricorrenti, schemi limitanti, credenze e convinzioni sono emerse e hai trasformato?
  • Quali nuove consapevolezze hai sviluppato?
  • Quali risorse hai organizzato e mobilitato al servizio della tua crescita?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provi ora, al termine del tuo percorso.
  • Quali azioni nuove scegli ora più coerenti con il tuo obiettivo?
  • Regista e protagonista di una nuova narrazione: descrivi la tua esperienza di cambiamento e maggiore benessere
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere alla fine del percorso: da 1 a 10?
  • Raccomanderesti questa esperienza ad altri? Sì? Per quale motivo? No? Per quale motivo?

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Definizione di sessualità


"La sessualità è un concetto esteso […]. È una parte naturale dello sviluppo umano in ogni fase della vita e include componenti fisiche, psicologiche e sociali […]. La sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, l’identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Sebbene la sessualità possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite ed espresse. La sessualità è interessata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali.”

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Diritto alla sessualità


"Tutti gli esseri umani hanno la facoltà di vivere la propria sessualità in maniera appagante, libera da coercizioni, discriminazioni o violenza. I diritti sessuali si basano sui principi fondamentali dei diritti umani internazionalmente definiti, sono parte integrante delle convenzioni dell’ONU che hanno carattere vincolante.”

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Origine della sessuologia scientifica


Lo studio della sessuologia scientifica è un ambito di ricerca recentissimo che risale alla metà del 1900. Fa capo gli studi rivoluzionari di Masters e Jonson, i primi ad interessarsi scientificamente la sessualità cercando di superare la teoria e la clinica freudiana che intendeva i disturbi sessuali espressione di uno sviluppo psicosessuale problematico.

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dall'articolo 10


Il diritto all’istruzione e il diritto ad una educazione sessuale approfondita ed esauriente: “Ogni individuo ha il diritto all’istruzione ed il diritto ad una educazione sessuale completa. L’educazione sessuale deve essere appropriata all’età, scientificamente accurata, culturalmente adeguata e basata sui diritti umani, sull’uguaglianza di genere e su un approccio positivo alla sessualità.”

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riferimento bibliografico esteso


Tutu, D. (2004), God has a dream. A vision of hope for our time, Doubleday, NY.

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riferimento bibliografico esteso


Mokgoro, Y. (1998), Ubuntu and the law in South Africa. Buffalo Human Rights Law Review, 15, 1–6.

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stati dell'Io


Per la terminologia dell’Analisi Transazionale utilizzata si può fare riferimento al testo di Stewart – Joines in bibliografia.

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L'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy


Nell'intervista, Capotosto cita l'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy, un atleta paralimpico che, usando una parola normalmente offensiva, ha scritto la parola su sé stesso con leggerezza, ridefinendo la propria condizione in maniera autodiretta e tematizzando l’umorismo in ambito di disabilità.

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Doppia empatia


La teoria della doppia empatia, formulata dal sociologo Damian Milton, propone che le difficoltà comunicative tra persone neurodivergenti e neurotipiche non derivino da un “deficit” di una delle due parti, ma da una asimmetria reciproca. Quando due individui hanno modi diversi di percepire, interpretare e dare significato all’esperienza, può emergere un gap di comprensione che riguarda entrambi. L’approccio mette quindi l’accento sulla relazione, non sulla mancanza individuale, e invita a considerare la comunicazione come un processo di co-costruzione che richiede adattamento e ascolto da entrambe le parti.

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Nota all'immagine


I principi di design dell'immagine si basano sulla Neuroaffermatività, definendo la comunicazione tra persone neurodivergenti e persone normotipiche come un mismatch reciproco tra stili cognitivi validi, il quale dà luogo al Double Empathy Problem. Sono stati esclusi per etica simboli patologizzanti come il pezzo di puzzle. L'estetica funzionale adotta il Low Arousal Design o Minimalismo Sensoriale e palette a bassa saturazione per garantire accessibilità visiva e sicurezza sensoriale, prevenendo lo stress da Pattern Glare.

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neurodivergenza


Per neurodivergenza, si intende un funzionamento neurologico diverso da quello considerato "tipico", non una malattia, ma una variazione naturale del cervello umano, che include condizioni come autismo, ADHD, dislessia e plusdotazione, caratterizzata da modi unici di pensare, percepire e interagire con il mondo, valorizzando le differenze piuttosto che vederle come deficit.

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omeostasi


L’omeostasi è la capacità degli organismi viventi di autoregolarsi, mantenendo un ambiente interno stabile e costante (temperatura, pH, glicemia) nonostante le variazioni esterne.

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Nota di lettura su questo articolo


Evoluzioni si impegna a fornire informazioni di qualità nel campo del counseling, promuovendo la condivisione di conoscenze e prospettive globali. Lo fa nella consapevolezza che il counseling è una professione largamente diffusa, in un mondo che evolve velocemente. Con esso mutano la società umana e i suoi bisogni, nonché, a distanza di tempi più o meno lunghi, le normative che di conseguenza ciascun Paese sceglie di definire.

Anche i confini della professione di counselor possono essere diversi da nazione a nazione. In alcuni stati chi la esercita può per esempio definirsi terapeuta o psicoterapeuta e occuparsi di disturbi che in altri paesi (tra cui al momento l’Italia) non può per legge affrontare. Diversi sono anche i criteri per la formazione in counseling, le normative e i sistemi di accreditamento/riconoscimento della professione.

Quanto descritto nei contenuti è dunque pubblicato a mero titolo informativo e non costituisce indicazioni per i confini della pratica professionale in Italia, per i quali si raccomanda di fare riferimento alle leggi e normative vigenti nel contesto italiano.

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