Notizie da AssoCounseling

Sintesi del convegno

Dal 15° Convegno nazionale di AssoCounseling ad Abano Terme

Sintesi del convegno

Il 15° Convegno nazionale di AssoCounseling, svoltosi il 18 e 19 aprile 2026 al Teatro “Pietro d’Abano” di Abano Terme, ha messo al centro un tema di grande densità istituzionale, professionale e relazionale: Lo spazio narrativo. Storie di counseling, storie di comunità.
Non solo una cornice tematica ma una vera chiave di lettura dell’intero appuntamento: il counseling è stato interrogato come pratica che accoglie storie, ma anche come professione che si racconta, si pensa e costruisce il proprio posto nel mondo attraverso narrazioni condivise.

Fin dalla sessione plenaria di apertura, introdotta dalla presidente uscente Alessandra Benedetta Caporale, è emerso con chiarezza che la narrazione non costituisce un semplice contenuto del colloquio, bensì il luogo in cui l’esperienza umana prende forma, si organizza e può diventare comprensibile, trasformabile, trasmissibile. Su questo terreno si è mosso il keynote di Andrea Galimberti (professore associato dell’Università degli studi di Milano-Bicocca) che ha proposto una riflessione ampia sul counseling come spazio narrativo, sottolineando la forza generativa delle storie e anche il loro limite: le narrazioni possono aprire possibilità, risignificare il vissuto, riorientare l’esperienza, ma non esauriscono mai il reale. Da qui la sua proposta di una postura più matura e responsabile: riconoscere la potenza delle storie senza assolutizzarla, sapendo che la “mappa” non coincide mai del tutto con il “territorio”.

A questa riflessione si è affiancato, in modo diverso e complementare, l’intervento di Rolando Ciofi (segretario generale del Mo.P.I, Movimento Psicologi Indipendenti), intervistato dal direttore generale di AssoCounseling Tommaso Valleri, su “Chi racconta chi? Narrazione, identità e potere nelle professioni di relazione”. Ciofi ha mostrato come la narrazione di una professione non sia mai neutra: raccontarsi significa definire confini, stabilire appartenenze, nominare inclusioni ed esclusioni. Ripercorrendo la storia della psicologia professionale in Italia e il suo intreccio con il counseling, ha riportato l’attenzione sul rapporto tra identità professionale, assetti istituzionali e potere, rilanciando l’idea che il counseling appartenga a pieno titolo al più ampio campo del “prendersi cura”, distinto dalla cura sanitaria ma non per questo meno rilevante.

Qui un approfondimento sulla mattina di sabato 18 aprile.


La sessione pomeridiana del sabato ha declinato il tema in chiave più esperienziale, clinica e creativa. Pietro Pontremoli ha parlato del counseling come antidoto a una contemporaneità segnata da povertà narrativa, crisi dell’ascolto e smarrimento del senso: raccontarsi, in questa prospettiva, non cancella il dolore ma lo rende più abitabile e condivisibile.
Cristina Fiore, con il prezioso contributo performativo di Gaia Sutti e Paolo Romagnoli, ha mostrato con grande efficacia come, nel colloquio di counseling, una storia spezzata possa tornare a prendere forma attraverso ascolto, silenzio, riformulazione e fedeltà al linguaggio del cliente. Angelo Coscia ha intrecciato scrittura e counseling, raccontando come l’incontro con la professione abbia trasformato il suo modo di stare nelle storie, di ascoltarle e di scriverle. Infine Caterina Griffo, con un intervento interattivo sullo yoga della risata, ha portato l’attenzione sul corpo, sul respiro e sulla necessità, per chi opera nella relazione d’aiuto, di coltivare pratiche concrete di autoregolazione e benessere.

Qui un approfondimento sul pomeriggio di sabato 18 aprile.


La mattinata di domenica ha riportato lo sguardo sul piano identitario e associativo. Il contributo del Comitato scientifico uscente, coordinato da Alessandra Cosso, ha rappresentato uno dei momenti più significativi del convegno. Il lavoro condiviso da Fernando Battista, Maria D’Angelo, Mauro Doglio, Davide Mariotti, Giusy Parisi, Giorgio Piccinino, Liana Stefanoni e Monica Terruzzi ha rimesso al centro la questione dell’identità del counseling come costruzione culturale, epistemologica e professionale. Il punto più forte emerso è che la specificità del counseling non può essere ridotta a una singola radice disciplinare: essa va cercata piuttosto nell’insieme coerente di processo, visione della persona e modalità di presenza nella relazione.
Più che una definizione conclusa, il comitato ha consegnato all’associazione una postura di lavoro: continuare a interrogarsi con rigore su chi siamo, su come pratichiamo il counseling e su quale linguaggio scegliamo per nominarlo.

Nella stessa mattinata, Valeria Balistreri e Stefano Zoletto hanno restituito il valore del lavoro dei Coordinamenti territoriali, descrivendoli come uno dei laboratori più vivi dell’associazione negli ultimi anni. Il loro intervento ha mostrato come la territorialità non sia un mero dispositivo organizzativo, ma una concreta pratica di rappresentanza, presenza e costruzione di comunità. Da questa esperienza è nato anche un vademecum, frutto del confronto con i e le referenti territoriali, destinato a diventare patrimonio operativo dell’associazione. La crescita del Counseling Day, sempre più radicato in municipi, scuole, fondazioni e spazi pubblici, è stata presentata come uno degli esiti più visibili di questo lavoro.

A chiudere il convegno, due passaggi associativi importanti.
Dapprima, i saluti di fine mandato di Alessandra Benedetta Caporale, che ha ripercorso otto anni di lavoro richiamando risultati fondamentali sul piano istituzionale e culturale: dalla sentenza favorevole del Consiglio di Stato nel 2019, all’ottenimento nel 2025 di un codice ATECO specifico per il counseling, fino al riconoscimento della professione nei servizi di ascolto e counseling dei Centri per le famiglie della Regione Emilia-Romagna nel marzo 2026.
In seguito, la proclamazione ufficiale dei neoletti organi associativi: il Consiglio di presidenza nazionale (che abbiamo intervistato in Viva voce), presieduto da Noella Barison e composto anche da Susan Gagliano, Mariangela Parisi, Pietro Pontremoli, Chiara Veneri, Giuseppe Villarusso; la Commissione deontologica con Mauro Cecchetto, Stefania Conversi, Sara Fontana, Maria Pia Fraccaro, Paola Salvioni; il Collegio dei revisori dei conti con Paola Bellini, Elisabetta Boni, Simona Casati. Barison ha inaugurato il nuovo ciclo di AssoCounseling con due parole chiave – gratitudine e responsabilità – e ha sottolineato le possibilità di una leadership fondata sul lavoro comune, sulla pazienza e sulla scelta di un’unità costruita.

Qui un approfondimento sulla mattina di domenica 19 aprile.


Nel suo insieme, il convegno di Abano Terme ha restituito l’immagine di un counseling vivo, plurale e riflessivo: una professione che non si limita a utilizzare la narrazione come strumento, ma che sa riconoscersi essa stessa come pratica narrativa, culturale e comunitaria.
Le due giornate hanno mostrato un’associazione capace di tenere insieme pensiero teorico, pratica professionale, radicamento territoriale, visione politica e passaggio generazionale. E soprattutto hanno lasciato una consegna chiara: continuare a raccontare il counseling non come identità chiusa, ma come storia in cammino, da abitare insieme con rigore, immaginazione e responsabilità.

Redazione

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linguaggio disobbediente

Come tutte le norme, anche quelle linguistiche sono un artefatto politico, sociale, culturale. Quella del maschile sovraesteso è una regola linguistica che di recente l’Accademia della Crusca ha definito come non discriminante. Di fronte alle norme ci sono sempre due possibilità: obbedire o disobbedire. Questo articolo vuole essere un atto intenzionale di disobbedienza grammaticale che intende ribadire – proprio con le parole – la forza dirompente del linguaggio. Come tutte le dis-obbedienze, è dis-turbante e dis-ordinante, anche percettivamente per chi legge; eppure: considerate che ogni qualvolta la piccola "ə" genera un senso di fastidio, la forma di straniamento è analoga a quella vissuta da chi appartiene a una minoranza a cui una maggioranza – sociale, politica, linguistica e sessuale – impone, nel nome della regola, dell’estetica o della leggibilità, l’adeguamento come normale. E come l’obbedienza a un ordine continui ad essere una virtù.


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Jhumpa Lahiri

Jhumpa Lahiri è una scrittrice di fama mondiale, nota per le sue opere sull'esperienza degli immigrati, in particolare degli indiani orientali. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa con la sua prima raccolta di racconti, 'Interpreter of Maladies'. Nel suo libro bilingue 'In Other Words', originariamente scritto in italiano, Lahiri esplora il travagliato processo che ha affrontato per esprimersi in una nuova lingua.


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code-switching

Il code-switching, o commutazione di codice, è il passare fluidamente da una lingua a un’altra all’interno del discorso di uno stesso parlante. Può riflettere la volontà di esprimere un'identità culturale, di adattarsi a un gruppo sociale specifico, o semplicemente di utilizzare la lingua percepita più adatta per esprimere un particolare concetto o emozione.


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Counseling scolastico in Corea del Sud

Fonte: Sang Min Lee – Eunjoo Yang, “Counseling in South Korea”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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L’esperienza del counseling in Turchia

Fonte: Fidan Korkut Owen and Oya Yerin Güneri, “Counseling in Turkey”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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Pietra di inciampo


Stolpersteinen, in tedesco, pietre d’inciampo; ideate negli Anni 90 dall'artista tedesco Gunter Demnig per innestare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio.

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Comitato scientifico di AssoCounseling


Svolge varie funzioni di supporto e stimolo all’attività di ricerca, studio ed elaborazione dell’identità professionale.

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Il team


Nella quarta edizione appena conclusa Laura Torretta ha ricoperto il ruolo di referente nel direttivo e di project manager, affiancata dalla process owner Aidp Lombardia Daniela Tronconi. È in partenza la quinta edizione, con un passaggio di consegne al nuovo direttivo, in cui la nuova referente dell’iniziativa sarà Rossella Cardinale e la nuova project manager Elisabetta Maiocchi.

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Ringraziamento ai supervisori


Si ringraziano in particolare Pierpaolo Dutto, Manuela Giago, Silvia Ronzani, referenti per le tre scuole.

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Questionario di fine percorso


Per chi volesse avere evidenza del questionario somministrato a fine percorso ecco le domande proposte:

  • Avevi già effettuato un percorso di counseling?
  • Relativamente all’esperienza di counseling quale è il livello di gradimento complessivo?
  • Ti sei sentito/a accolto/a, ascoltato/a e compreso/a dal counselor? Sì? Come? No? Come?
  • Quali tema e bisogno sono stati al centro del tuo percorso?
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere all’inizio: da 1 a 10?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provavi all'inizio del primo incontro.
  • Quali pensieri ricorrenti, schemi limitanti, credenze e convinzioni sono emerse e hai trasformato?
  • Quali nuove consapevolezze hai sviluppato?
  • Quali risorse hai organizzato e mobilitato al servizio della tua crescita?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provi ora, al termine del tuo percorso.
  • Quali azioni nuove scegli ora più coerenti con il tuo obiettivo?
  • Regista e protagonista di una nuova narrazione: descrivi la tua esperienza di cambiamento e maggiore benessere
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere alla fine del percorso: da 1 a 10?
  • Raccomanderesti questa esperienza ad altri? Sì? Per quale motivo? No? Per quale motivo?

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Definizione di sessualità


"La sessualità è un concetto esteso […]. È una parte naturale dello sviluppo umano in ogni fase della vita e include componenti fisiche, psicologiche e sociali […]. La sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, l’identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Sebbene la sessualità possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite ed espresse. La sessualità è interessata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali.”

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Diritto alla sessualità


"Tutti gli esseri umani hanno la facoltà di vivere la propria sessualità in maniera appagante, libera da coercizioni, discriminazioni o violenza. I diritti sessuali si basano sui principi fondamentali dei diritti umani internazionalmente definiti, sono parte integrante delle convenzioni dell’ONU che hanno carattere vincolante.”

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Origine della sessuologia scientifica


Lo studio della sessuologia scientifica è un ambito di ricerca recentissimo che risale alla metà del 1900. Fa capo gli studi rivoluzionari di Masters e Jonson, i primi ad interessarsi scientificamente la sessualità cercando di superare la teoria e la clinica freudiana che intendeva i disturbi sessuali espressione di uno sviluppo psicosessuale problematico.

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dall'articolo 10


Il diritto all’istruzione e il diritto ad una educazione sessuale approfondita ed esauriente: “Ogni individuo ha il diritto all’istruzione ed il diritto ad una educazione sessuale completa. L’educazione sessuale deve essere appropriata all’età, scientificamente accurata, culturalmente adeguata e basata sui diritti umani, sull’uguaglianza di genere e su un approccio positivo alla sessualità.”

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riferimento bibliografico esteso


Tutu, D. (2004), God has a dream. A vision of hope for our time, Doubleday, NY.

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riferimento bibliografico esteso


Mokgoro, Y. (1998), Ubuntu and the law in South Africa. Buffalo Human Rights Law Review, 15, 1–6.

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stati dell'Io


Per la terminologia dell’Analisi Transazionale utilizzata si può fare riferimento al testo di Stewart – Joines in bibliografia.

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L'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy


Nell'intervista, Capotosto cita l'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy, un atleta paralimpico che, usando una parola normalmente offensiva, ha scritto la parola su sé stesso con leggerezza, ridefinendo la propria condizione in maniera autodiretta e tematizzando l’umorismo in ambito di disabilità.

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Doppia empatia


La teoria della doppia empatia, formulata dal sociologo Damian Milton, propone che le difficoltà comunicative tra persone neurodivergenti e neurotipiche non derivino da un “deficit” di una delle due parti, ma da una asimmetria reciproca. Quando due individui hanno modi diversi di percepire, interpretare e dare significato all’esperienza, può emergere un gap di comprensione che riguarda entrambi. L’approccio mette quindi l’accento sulla relazione, non sulla mancanza individuale, e invita a considerare la comunicazione come un processo di co-costruzione che richiede adattamento e ascolto da entrambe le parti.

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Nota all'immagine


I principi di design dell'immagine si basano sulla Neuroaffermatività, definendo la comunicazione tra persone neurodivergenti e persone normotipiche come un mismatch reciproco tra stili cognitivi validi, il quale dà luogo al Double Empathy Problem. Sono stati esclusi per etica simboli patologizzanti come il pezzo di puzzle. L'estetica funzionale adotta il Low Arousal Design o Minimalismo Sensoriale e palette a bassa saturazione per garantire accessibilità visiva e sicurezza sensoriale, prevenendo lo stress da Pattern Glare.

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neurodivergenza


Per neurodivergenza, si intende un funzionamento neurologico diverso da quello considerato "tipico", non una malattia, ma una variazione naturale del cervello umano, che include condizioni come autismo, ADHD, dislessia e plusdotazione, caratterizzata da modi unici di pensare, percepire e interagire con il mondo, valorizzando le differenze piuttosto che vederle come deficit.

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