Notizie da AssoCounseling

Seconda giornata di convegno

a cura di Rossella Cardinale

La seconda giornata di convegno, domenica 19 aprile, ha visto un primo intervento a cura del Comitato scientifico sul tema dell’identità professionale, cui è seguita una riflessione sul valore dei coordinamenti territoriali per l’associazione. Hanno concluso la mattinata i saluti di fine mandato di Alessandra Benedetta Caporale e la proclamazione delle elette e degli eletti del nuovo gruppo dirigente di AssoCounseling.


Riflessioni sull’identità professionale
a cura del Comitato scientifico, coordinato da Alessandra Cosso

Sempre nella cornice di riflessione sullo spazio narrativo, si colloca il contributo corale del Comitato scientifico uscente, coordinato da Alessandra Cosso e – nella prima fase del lavoro – anche da Cesare Fregola e composto da Fernando Battista, Maria D’Angelo, Mauro Doglio, Davide Mariotti, Giusy Parisi, Giorgio Piccinino, Liana Stefanoni e Monica Terruzzi.
Il senso complessivo dell’intervento è stato quello di riportare al centro la questione dell’identità professionale del counseling, intesa come costruzione narrativa, culturale ed epistemologica condivisa.

Cosso ha insistito sul fatto che l’identità, personale e professionale, non sia mai un dato fisso, ma un dialogo continuo tra come ci raccontiamo e come veniamo raccontati dagli altri; per questo, in una professione spesso esposta a invasioni di confine e a definizioni improprie, diventa decisivo elaborare una visione comune, fondata sulle pratiche, sui saperi e su una consapevolezza condivisa delle proprie radici. Giusy Parisi, insieme a Davide Mariotti, ha messo a fuoco la specificità del counseling come professione definita da un campo, da un processo intenzionalmente guidato, da un tempo delimitato e soprattutto dall’attenzione alla domanda del cliente, in una prospettiva di salutogenesi e di responsabilizzazione della persona. Mauro Cecchetto ha invece proposto di pensare il counseling non tanto entro una rigida epistemologia, quanto dentro una più dinamica cultura epistemica, richiamando il paradigma della complessità e il riferimento a Edgar Morin. Molto ricco anche l’affondo di Giorgio Piccinino, che ha rintracciato le radici filosofiche del counseling nelle pratiche della cura di sé, della ricerca di senso e dell’educazione, richiamando autori di riferimento come Michel Foucault, Martha Nussbaum, e Roberta De Monticelli. Infine Davide Mariotti ha riportato la riflessione sul piano del futuro istituzionale della professione, interrogandosi sul rapporto tra identità del counseling, tutela dell’utenza, legge 4/2013 e possibili sviluppi del riconoscimento pubblico. 

Particolarmente significativa è stata la domanda finale sul “testimone” che il Comitato scientifico uscente intende consegnare. La risposta emersa non è stata quella di una soluzione chiusa, ma di una consegna di lavoro: continuare a interrogarsi sull’identità del counseling senza irrigidirla in definizioni riduttive. In questo senso è stato chiarito un punto decisivo: le radici del counseling possono essere molteplici, anche psico-relazionali, ma la sua specificità non coincide con la disciplina da cui proviene. Ciò che distingue il counseling è piuttosto l’insieme peculiare di elementi che ne definiscono il processo, il modo di stare nella relazione e la coerenza tra visione della persona, pratica e postura professionale. È stata inoltre richiamata la necessità di distinguere tra il piano delle radici teoriche e quello della politica professionale, evitando di sovrapporre i due livelli. Accanto a questo, è emersa con forza la parola ispirazione: il counseling si nutre di molti autori e maestri, anche provenienti da altri campi, ma li rielabora in un proprio “modo di essere” riconoscibile, evocato anche nel riferimento a Carl Rogers.
Il lascito del Comitato, dunque, non è una definizione conclusa, ma una postura: continuare a pensarsi, a studiarsi e a nominarsi con rigore, lasciando aperto il lavoro teorico e professionale necessario per il futuro. 


Da nord a sud: camminare il terreno dell’associazione
Valeria Balistreri e Stefano Zoletto, membri del Consiglio di presidenza nazionale uscente

Valeria Balistreri e Stefano Zoletto hanno offerto una riflessione molto concreta sul lavoro dei coordinamenti territoriali, letti come una delle esperienze più significative di costruzione associativa degli ultimi anni.

Il loro racconto ha mostrato come il radicamento territoriale non sia solo un dispositivo organizzativo, ma una vera pratica di presenza, di rappresentanza e di crescita condivisa. Punto di partenza del loro lavoro, avviato nel 2022, è stata l’idea che il processo dovesse nascere dalle realtà concrete dei territori, tenendo conto di vincoli, possibilità e differenze locali, senza imporre modelli rigidi dall’alto. Questa esperienza ha prodotto un vademecum, grazie al confronto con i e le referenti territoriali, che rimane quale patrimonio vivo dell’associazione.
Balistreri e Zoletto hanno sottolineato che le e i coordinatori territoriali non sono figure organizzative, ma counselor al lavoro dentro l’associazione: servono competenze relazionali, spirito pratico, capacità di mediazione, pazienza, attitudine cooperativa e soprattutto uno sguardo politico, cioè la capacità di incarnare AssoCounseling nel proprio territorio e di rappresentarne la visione dentro contesti sociali, educativi, istituzionali e culturali: non solo “fare cose” ma saperle fare come espressione di una comunità professionale.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal loro intervento riguarda la valorizzazione delle differenze territoriali. Non esiste, infatti, un unico modo di essere coordinamento: il lavoro cambia tra grandi città, province, aree più periferiche, territori complessi o plurilingui, come nel caso del Trentino-Alto Adige, richiamato come esempio emblematico di una diversità trasformata in risorsa. In questa prospettiva, il territorio non è uno sfondo neutro, ma un interlocutore da leggere e interpretare.
Infine, Balistreri e Zoletto hanno indicato nel Counseling Day una delle espressioni più riuscite di questo lavoro comune: un’iniziativa nata dal basso e cresciuta nel tempo fino a diventare un patrimonio collettivo dell’associazione, capace di rendere visibile la professione nei municipi, nelle scuole, nelle fondazioni e negli spazi pubblici.

Il messaggio conclusivo è chiaro: i coordinamenti territoriali rappresentano oggi una prima linea fondamentale per il futuro di AssoCounseling, perché attraverso essi l’associazione può continuare a dialogare con i territori, allargare la partecipazione e rendere sempre più riconoscibile la presenza del counseling nella società.


Saluti di fine mandato
Alessandra Benedetta Caporale, presidente uscente di AssoCounseling

Nel suo saluto di fine mandato, Alessandra Benedetta Caporale ha ripercorso otto anni di lavoro associativo, restituendone insieme la portata politica, culturale e personale. Il suo intervento ha ricostruito il cammino con cui AssoCounseling ha contribuito a consolidare l’identità della professione attraverso il lavoro istituzionale, il riconoscimento giuridico e la costruzione di una presenza culturale sempre più autorevole.
Tra i passaggi richiamati con maggiore forza vi sono la sentenza favorevole del
Consiglio di Stato nel 2019, l’ottenimento nel 2025 di un codice ATECO specifico per il counseling e, nel marzo 2026, il riconoscimento della professione nei servizi di ascolto e counseling dei centri per le famiglie della Regione Emilia-Romagna. Questi risultati vengono presentati non come semplici traguardi tecnici, ma come tappe di una più ampia opera di legittimazione e visibilità pubblica della professione. 

Caporale ha però insistito anche su un altro piano, più profondo: quello della capacità dell’associazione di “disegnare mappe”, cioè di nominare il proprio posto nel mondo senza accettare rappresentazioni imposte da altri. Attraverso la suggestiva immagine della Tabula Rogeriana di Al-Idrisi, ha ricordato che ogni mappa è sempre frutto di una visione culturale e politica, e che anche il counseling, per orientarsi, deve restare fedele ai propri valori e alla propria idea di professione.
Da qui nasce la sua presa di posizione sul tema della regolamentazione: pur riconoscendo la centralità del riconoscimento professionale, Caporale ribadisce una visione critica del sistema ordinistico italiano e rilancia invece il valore dell’autoregolamentazione, della legge 4/2013, del lavoro comune tra associazioni e di un modello coerente con i principi di autodeterminazione e libertà professionale. 

Accanto alla dimensione politica, il discorso ha assunto progressivamente il tono di un bilancio umano e affettivo. Caporale ha parlato della fatica, della crescita, delle relazioni personali e professionali che hanno accompagnato questi anni, ringraziando in modo esplicito le persone con cui ha condiviso il lavoro associativo: colleghe e colleghi nei direttivi di cui è stata membro, i gruppi territoriali, il Comitato scientifico, la Commissione deontologica, le comunità di pratica e alcune figure e persone nominate con affettuosa intensità, come Tommaso Valleri, direttore generale dell’associazione, e Alessandra Cosso, alleata nella realizzazione dei progetti più ambiziosi.
Alla presidente entrante Noella Barison, ha rivolto un augurio speciale per il nuovo incarico.

Il suo saluto finale lascia così l’immagine di una presidenza vissuta come responsabilità piena, ma anche come appartenenza profonda a una comunità che continua oltre i ruoli. Non si chiude, in questa prospettiva, soltanto un mandato: si consegna una direzione, un orientamento, un amore dichiarato per la professione e per la storia condivisa di AssoCounseling.


Saluti di insediamento
Noella Barison, nuova presidente di AssoCounseling

Nel suo primo intervento da presidente, Noella Barison ha scelto parole semplici ma molto nette per inaugurare il nuovo ciclo di AssoCounseling: gratitudine e responsabilità.

La gratitudine è stata indicata come il sentimento di partenza: gratitudine verso la professione, verso la comunità associativa e verso il lavoro svolto negli anni precedenti, che ha costruito basi solide sulle quali oggi è possibile salire “per vedere più lontano”. Barison ha restituito con chiarezza l’idea di una continuità che non è ripetizione, ma assunzione di un’eredità forte, costruita con impegno e fatica, da cui ripartire con slancio. Accanto alla gratitudine, la nuova Presidente ha messo al centro il tema della responsabilità: verso i soci, verso la storia comune dell’associazione e verso la visione che il nuovo gruppo dirigente ha immaginato e condiviso. Il suo intervento ha evidenziato che il lavoro futuro dovrà muoversi su due piani insieme: da un lato il riconoscimento esterno della professione, dall’altro il rafforzamento dei processi interni dell’associazione, perché il consolidamento del counseling passa anche dalla capacità di rendere AssoCounseling sempre più coesa, efficace e capace di dialogare con il mondo circostante. Non un programma rigido, dunque, ma una direzione da costruire passo dopo passo, con capacità di accelerare o rallentare a seconda dei contesti e delle sfide. 

Quindi c’è stata la presentazione pubblica del nuovo gruppo dirigente. Barison ha chiamato sul palco i componenti del nuovo Consiglio di presidenza nazionale: Susan Gagliano, Mariangela Parisi, Pietro PontremoliChiara Veneri, Giuseppe Villarusso; la Commissione deontologica con Mauro Cecchetto, Stefania Conversi, Sara Fontana, Maria Pia Fraccaro, Paola Salvioni; il Collegio dei revisori dei conti con Paola Bellini, Elisabetta Boni, Simona Casati.
Il modo in cui ha nominato tutto gruppo ha dato rilievo al carattere collettivo del lavoro che inizia: non una leadership solitaria, ma una responsabilità condivisa, fondata su confronto, disponibilità reciproca ed entusiasmo. 

A suggellare il tono del suo saluto, Barison ha richiamato un proverbio africano: “Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante”. Una citazione che condensa bene il senso del suo discorso: l’unità non come dato automatico, ma come scelta; la pazienza non come attesa passiva, ma come forma di efficacia; il lavoro comune come unica vera forza trasformativa. Il saluto si è chiuso così con un messaggio insieme realistico e fiducioso rivolto a tutte le counselor e i counselor: fare questa professione non è semplice, ma resta qualcosa di profondamente bello, necessario e persino rivoluzionario.

Al convegno di Abano Terme, abbiamo incontrato e intervistato il nuovo Consiglio di presidenza nazionale su qual è secondo loro lo “sguardo del counseling”: trovi il video in Viva voce.


Per continuare:

Rossella Cardinale

Ama integrare con creatività esperienze e risorse.
Dopo una formazione giuslavoristica e oltre 20 anni di lavoro manageriale in azienda, ora si occupa di consulenza sui temi del wellbeing, diversity&inclusion e di formazione sulle competenze legate all’intelligenza emotiva e alla parità di genere. È counselor professionista in psicosintesi e formata come facilitatrice della comunicazione inclusiva e della gestione del conflitto.
Ama la cultura e l’arte ed ha fondato in Aidp Lombardia il gruppo Art&Management.
Pratica yoga e meditazione.

linguaggio disobbediente

Come tutte le norme, anche quelle linguistiche sono un artefatto politico, sociale, culturale. Quella del maschile sovraesteso è una regola linguistica che di recente l’Accademia della Crusca ha definito come non discriminante. Di fronte alle norme ci sono sempre due possibilità: obbedire o disobbedire. Questo articolo vuole essere un atto intenzionale di disobbedienza grammaticale che intende ribadire – proprio con le parole – la forza dirompente del linguaggio. Come tutte le dis-obbedienze, è dis-turbante e dis-ordinante, anche percettivamente per chi legge; eppure: considerate che ogni qualvolta la piccola "ə" genera un senso di fastidio, la forma di straniamento è analoga a quella vissuta da chi appartiene a una minoranza a cui una maggioranza – sociale, politica, linguistica e sessuale – impone, nel nome della regola, dell’estetica o della leggibilità, l’adeguamento come normale. E come l’obbedienza a un ordine continui ad essere una virtù.


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Jhumpa Lahiri

Jhumpa Lahiri è una scrittrice di fama mondiale, nota per le sue opere sull'esperienza degli immigrati, in particolare degli indiani orientali. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa con la sua prima raccolta di racconti, 'Interpreter of Maladies'. Nel suo libro bilingue 'In Other Words', originariamente scritto in italiano, Lahiri esplora il travagliato processo che ha affrontato per esprimersi in una nuova lingua.


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code-switching

Il code-switching, o commutazione di codice, è il passare fluidamente da una lingua a un’altra all’interno del discorso di uno stesso parlante. Può riflettere la volontà di esprimere un'identità culturale, di adattarsi a un gruppo sociale specifico, o semplicemente di utilizzare la lingua percepita più adatta per esprimere un particolare concetto o emozione.


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Counseling scolastico in Corea del Sud

Fonte: Sang Min Lee – Eunjoo Yang, “Counseling in South Korea”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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L’esperienza del counseling in Turchia

Fonte: Fidan Korkut Owen and Oya Yerin Güneri, “Counseling in Turkey”, in Counseling Around the World, a cura di Thomas Hohenshil, Norman Amundson, Spencer Niles, American Counseling Association, Alexandria VA (USA), 2013.


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Pietra di inciampo


Stolpersteinen, in tedesco, pietre d’inciampo; ideate negli Anni 90 dall'artista tedesco Gunter Demnig per innestare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio.

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Comitato scientifico di AssoCounseling


Svolge varie funzioni di supporto e stimolo all’attività di ricerca, studio ed elaborazione dell’identità professionale.

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Il team


Nella quarta edizione appena conclusa Laura Torretta ha ricoperto il ruolo di referente nel direttivo e di project manager, affiancata dalla process owner Aidp Lombardia Daniela Tronconi. È in partenza la quinta edizione, con un passaggio di consegne al nuovo direttivo, in cui la nuova referente dell’iniziativa sarà Rossella Cardinale e la nuova project manager Elisabetta Maiocchi.

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Ringraziamento ai supervisori


Si ringraziano in particolare Pierpaolo Dutto, Manuela Giago, Silvia Ronzani, referenti per le tre scuole.

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Questionario di fine percorso


Per chi volesse avere evidenza del questionario somministrato a fine percorso ecco le domande proposte:

  • Avevi già effettuato un percorso di counseling?
  • Relativamente all’esperienza di counseling quale è il livello di gradimento complessivo?
  • Ti sei sentito/a accolto/a, ascoltato/a e compreso/a dal counselor? Sì? Come? No? Come?
  • Quali tema e bisogno sono stati al centro del tuo percorso?
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere all’inizio: da 1 a 10?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provavi all'inizio del primo incontro.
  • Quali pensieri ricorrenti, schemi limitanti, credenze e convinzioni sono emerse e hai trasformato?
  • Quali nuove consapevolezze hai sviluppato?
  • Quali risorse hai organizzato e mobilitato al servizio della tua crescita?
  • Descrivi, con una o più parole, l'emozione che provi ora, al termine del tuo percorso.
  • Quali azioni nuove scegli ora più coerenti con il tuo obiettivo?
  • Regista e protagonista di una nuova narrazione: descrivi la tua esperienza di cambiamento e maggiore benessere
  • Se dovessi dare un valore al tuo benessere alla fine del percorso: da 1 a 10?
  • Raccomanderesti questa esperienza ad altri? Sì? Per quale motivo? No? Per quale motivo?

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Definizione di sessualità


"La sessualità è un concetto esteso […]. È una parte naturale dello sviluppo umano in ogni fase della vita e include componenti fisiche, psicologiche e sociali […]. La sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, l’identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Sebbene la sessualità possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite ed espresse. La sessualità è interessata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali.”

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Diritto alla sessualità


"Tutti gli esseri umani hanno la facoltà di vivere la propria sessualità in maniera appagante, libera da coercizioni, discriminazioni o violenza. I diritti sessuali si basano sui principi fondamentali dei diritti umani internazionalmente definiti, sono parte integrante delle convenzioni dell’ONU che hanno carattere vincolante.”

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Origine della sessuologia scientifica


Lo studio della sessuologia scientifica è un ambito di ricerca recentissimo che risale alla metà del 1900. Fa capo gli studi rivoluzionari di Masters e Jonson, i primi ad interessarsi scientificamente la sessualità cercando di superare la teoria e la clinica freudiana che intendeva i disturbi sessuali espressione di uno sviluppo psicosessuale problematico.

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dall'articolo 10


Il diritto all’istruzione e il diritto ad una educazione sessuale approfondita ed esauriente: “Ogni individuo ha il diritto all’istruzione ed il diritto ad una educazione sessuale completa. L’educazione sessuale deve essere appropriata all’età, scientificamente accurata, culturalmente adeguata e basata sui diritti umani, sull’uguaglianza di genere e su un approccio positivo alla sessualità.”

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riferimento bibliografico esteso


Tutu, D. (2004), God has a dream. A vision of hope for our time, Doubleday, NY.

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riferimento bibliografico esteso


Mokgoro, Y. (1998), Ubuntu and the law in South Africa. Buffalo Human Rights Law Review, 15, 1–6.

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stati dell'Io


Per la terminologia dell’Analisi Transazionale utilizzata si può fare riferimento al testo di Stewart – Joines in bibliografia.

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L'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy


Nell'intervista, Capotosto cita l'esempio di Rigivan Ganeshamoorthy, un atleta paralimpico che, usando una parola normalmente offensiva, ha scritto la parola su sé stesso con leggerezza, ridefinendo la propria condizione in maniera autodiretta e tematizzando l’umorismo in ambito di disabilità.

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Doppia empatia


La teoria della doppia empatia, formulata dal sociologo Damian Milton, propone che le difficoltà comunicative tra persone neurodivergenti e neurotipiche non derivino da un “deficit” di una delle due parti, ma da una asimmetria reciproca. Quando due individui hanno modi diversi di percepire, interpretare e dare significato all’esperienza, può emergere un gap di comprensione che riguarda entrambi. L’approccio mette quindi l’accento sulla relazione, non sulla mancanza individuale, e invita a considerare la comunicazione come un processo di co-costruzione che richiede adattamento e ascolto da entrambe le parti.

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Nota all'immagine


I principi di design dell'immagine si basano sulla Neuroaffermatività, definendo la comunicazione tra persone neurodivergenti e persone normotipiche come un mismatch reciproco tra stili cognitivi validi, il quale dà luogo al Double Empathy Problem. Sono stati esclusi per etica simboli patologizzanti come il pezzo di puzzle. L'estetica funzionale adotta il Low Arousal Design o Minimalismo Sensoriale e palette a bassa saturazione per garantire accessibilità visiva e sicurezza sensoriale, prevenendo lo stress da Pattern Glare.

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neurodivergenza


Per neurodivergenza, si intende un funzionamento neurologico diverso da quello considerato "tipico", non una malattia, ma una variazione naturale del cervello umano, che include condizioni come autismo, ADHD, dislessia e plusdotazione, caratterizzata da modi unici di pensare, percepire e interagire con il mondo, valorizzando le differenze piuttosto che vederle come deficit.

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